di piccadilly il 10 Mar 2010, 16:50
Ho cercato di concentrare il succo del discorso, ma forse ho .... concentrato troppo! e non sono riuscito a spiegarmi bene:
Gli associati (imprese o lavoratori autonomi), all'interno di una ATI mantengono la loro individualità in quanto la ATI di per se non costituisce fusione di impresa; quindi gli associati dovranno, ognuno per se, adempire singolarmente agli obblighi previsti dal T.U.. Nel caso di associati-imprese(con dipendenti) questo non è un problema, in quanto dovrebbero già aver provveduto a DVR, medico comp; RSPP, formazione, informazione ecc, rimane solo da redigere il POS per lo specifico cantiere e per le lavorazioni da eseguire. Nel caso illustrato invece gli associati sono lavoratori autonomi (senza dipendenti) ed anche in questo caso mantengono la loro "individualità all'interno della ATI; anche in questo in quanto LA avranno gia adempiuto ai loro obblighi (art. 21), che in nessun caso prevedono la redazione del POS (obbligo a carico dei datori di lavoro per cui è implicitamente rivolto ad imprese con dipendenti o di soci lavoratori). Le lavorazioni appaltate a lavoratori autonomi, in genere, devono essere indicate e considerate nei POS delle imprese che gli hanno affidato i lavori.
Normalmente i lavoratori autonomi costituiscono queste "ATI" per assisurarsi dei lavori di un certo spessore che, da soli non potrebbero eseguire a causa di insufficiente forza lavoro (due sole braccia), è ovvio quindi che le lavorazioni che hanno ricevuto in appalto saranno svolte da entrambi i LA in cooperazione tra loro, in questo modo però decade la caratteristica principale che contraddistingue i LA e cioè l'assenza di vincoli di subordinazione; in pratica si è formata una "impresa di fatto" dove non esiste DVR, medico competente, rspp, formazione, ecc; è chiaro che non si può ovviare a questa situazione chiedendo semplicemente un pos che in ogni caso non potrà avere i contenuti minimi previsti dal TU(..non esitono!). Mi pare quindi evidente che ne l'impresa affidataria ne il CSE potranno validare lo pseudo POS presentato, inoltre nell'affidamento dei lavori difficilmente il committente o l'impresa affidataria potranno asserire di aver correttamente eseguito l'accertatamento dei requisiti tecnico professionali. Che poi sotto il profilo amministrativo, fiscale, contributivo, queste ATI di lavoratori autonomi risultino assolutamente legittime, non significa che possano operare in cantiere nel rispetto, da parte di tutti, della normativa vigente.
Ovviamente tutto il ragionamento sopra perde valore nel caso i lavoratori autonomi associati nella ATI mantengano la loro individualità anche in fase operativa (mi sembra molto improbabile), ad esempio nel caso la ATI sia costituita da 1 muratore, 1 idraulico ed 1 elettricista ed ognuno esegua solo ed esclusivamente i lavori di propria competenza.
Saluti